Siamo tutti Giacosa

Aprile 5, 2007

Il Comitato Centrale del Circolino dei Cinghios, riunito urgentemente questa mattina, esprime profonda solidarietà al blogger Marco Giacosa per la censura subita dopo la sua scomoda inchiesta circa presunti favoritismi che sarebbero avvenuti nel concorso artistico letterario "Bravo Bravissimo" promosso da La Stampa.
Il Comitato auspica che la redazione web de La Stampa renda al più presto di nuovo visibile il blog in oggetto ed invita tutti i blogger a denunciare l’accaduto, come già fatto da Bizblog, Betta, Dragor e Agnes. Nel frattempo le discussioni al Circolino sono sospese.

Aggiornamento. Hanno aderito anche la Cattiva Maestra, il Guizzo, Montgolfier, Kincob, MaxgiordaniSilvano Deregibus, Moleskine, Prishilla, Il Saggio dei Boschi, Orbita, Piero Masia, Gloria , Andrea-Entula, RottaASudOvest e Pinky06. Se non dovessero pervenire spiegazioni in tempi brevi, l’Ufficio Politico del Circolino si riserva la decisione di traslocare.

Nel pomeriggio al blog Da Rogoredo a Lambrate è pervenuta una nota di Marco.
Sul blog di Piero, di MaxGiordani, di Gloria è pervenuta una risposta della redazione de La Stampa.

 


Ri-compromesso storico, perchè no?

Aprile 3, 2007

Schematizzando ed estremizzando, come si è soliti fare qui al Circolino,
si può dire che i due grandi totem abbattuti, o almeno affrontati apertamente,
dal marxismo siano stati la religione e la proprietà privata dei mezzi di produzione.

L’ateismo di stato del socialismo reale non ha portato grandi benefici e d’altronde, in Italia, il vincolo dell’ateismo per aderire al PCI fu eliminato nel dopoguerra. Qualcuno dirà per una mossa tattica, ma tant’è.

Tanto per non farci dettare l’agenda dai megafoni d’Oltretevere
e non essere ingabbiati nel dibattito sterile sulla composizione
del gruppo dirigente del nascituro Partito Democratico,
vorrei avanzare una proposta di compromesso più “alta”.
Cari cattolici democratici, cristianosociali e teodem di tutto il mondo,
se escludessimo dal Programma con la pi maiuscola l’imposizione dell’ateismo -
ferme restando le rispettive convinzioni filosofiche o religiose -
e fossimo disposti a riconoscere il ruolo non solo intimo ma anche sociale
della religione e della Chiesa, voi sareste disposti
nel campo economico-sociale ad accettare l’abolizione della proprietà privata
dei mezzi di produzione? Cosa c’è nel Vangelo che impedisca questa forma di organizzazione sociale ed economica?
Esiste un comandamento che vieti in economia il collettivismo?
Esite qualche parabola contraria alla socializzazione dei mezzi di produzione?

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Verso le amministrative

Marzo 29, 2007

Uno dei pochi provvedimenti che potevano essere chiamati "di sinistra" contenuti nella finanziaria 2007 era l’aumento dell’aliquota tributaria sui redditi finanziari (azioni, capital gain, BOT, locazione sugli immobili, ecc) in modo che questi redditti non fossero tassati meno dei redditi da lavoro e non meno dei redditi da conto corrente. Ora in vista delle amministrative, presumibilmente per recuperare qualche metro al centro, i capigruppo della commissione Finanze della Camera hanno deciso di stralciare l’articolo in questione. La tassazione dei Bot, dei capital gain e delle obbligazioni resterà
dunque al 12,5 per cento e quella sui conti correnti bancari al 27 per
cento. Hanno rimesso a posto i conti e con lo sforzo di tutti hanno fatto un po’ cassa e adesso ridistribuiscono questo poco ai soliti furbetti. Questo, sì , sarebbe un buon motivo per far saltare un governo, altro che Afghanistan o DICO!

                                           

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Oh shit!

Marzo 27, 2007

A proposito della polemica di qualche settimana fa riguardante il portale italia.it, provate a digitare “merda” su google per vedere l’effetto che fa. Ma chi sarà quel simpaticone che ha tirato questo scherzo? Che bel biglietto da visita Mr. Rutelli! E i gestori del portale cosa aspettano a prendere le contromosse?

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Scale mobili

Marzo 22, 2007

Scalemobili_2
Tra i miei ricordi televisivi non manca la regolare cadenza dei telegiornali dei primi anni 80; in casa si guardava il moderno tg2 di Mario Pastore delle 19.45, quasi mai il tg1 di Fede e Vespa.
Ogni giorno la guerra iraniraq, bombardieri su Beirut, Solidarnosc, la cattura di qualche brigatista,
un agguato della camorra, la scala mobile. Nella mia città le scale mobili c’erano
solo al COIN e alla UPIM e non capivo proprio perchè questa/o cigiellecisleuill (sempre tutto d’un fiato)
la menasse tanto con questa scala mobile?

Più tardi, intravedendo uno striscione, ho capito che cigiellecisleuill erano tre sigle
distinte di sindacati ed ho capito cosa fosse la scala mobile quando ormai non c’era più.
E adesso? Ora solo a nominarla si viene colpiti dagli strali dei paladini del libero mercato. Guai!

Ma c’è un ma. Nell’ultima finanziaria nel lodevole articolo che stabilisce un limite alle remunerazioni dei  dirigenti pubblici che può essere arrontondata con una quota variabili non superiore al 50% del fisso.
Ma non solo, lo stesso articolo prevede che tale tetto sia rivalutato annualmente in relazione al tasso di inflazione programmato. Ovvero la scala mobile. E noi? anch’io voglio prendere la scala mobile per vedere cosa c’è al piano di sopra.


Il testo

466. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge,
per il conferimento di nuovi incarichi, nelle società di cui al comma 465,
i compensi degli amministratori investiti di particolari cariche, ai sensi dell’articolo 2389, terzo comma, del codice civile, non possono superare l’importo di 500.000 euro annui,  a cui potrà essere aggiunta una quota variabile, non superiore al 50 per cento della retribuzione fissa, che verrà corrisposta al raggiungimento di obiettivi annuali, oggettivi e specifici. Tali importi saranno rivalutati annualmente con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, in relazione al tasso di inflazione programmato. Per comprovate ed effettive esigenze il Ministro dell’economia e delle finanze può concedere autorizzazioni in deroga. Nella regolamentazione del rapporto di amministrazione, le società non potranno inserire clausole contrattuali che, al momento della cessazione dell’incarico, prevedano per i soggetti di cui sopra benefìci economici superiori ad una annualità di indennità.

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Percorsi di governo

Marzo 21, 2007

Il Compagno portavoce ha parlato. "E’ stata la stupida deviazione di un percorso di una sera di mezza estate". Bravo. Ma, rispetto al percorso indicato nel programmone, il governo quante deviazioni ha?

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Compagno portavoce dì qualcosa!

Marzo 13, 2007

Qualche ministro va alla maninfestazione a favore dei DICO, per qualcuno la presenza è inopportuna, per qualcun altro è una carnevalata. Sulla legge elettorale, qualcuno vuole una nuova bicamerale, qualcuno vuole il proporzionale alla tedesca, qualcuno il referendum e Prodi invita Berlusconi al dialogo.  Il ministro Amato suggerisce, ripensandoci subito dopo, test antidoping dopo le interrogazioni a scuola. Il ministro Ferrero interpellato sulla questione ha risposto "personalmente  non apprezzo queste
modalità di intrusione nella vita privata delle persone.
Questo sembrerebbe confermare quella che è una voce popolare
sul consumo delle sostanze da parte di molti parlamentari"
. Intanto 110 poliziotti nuovi nuovi in arrivo alla sindaca milanese ribelle e Chiamparino si arrabbia: "per questa sinistra non farei nemmeno campagna elettorale!".

Ma non s’era detto «Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla
comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell’esecutivo»?

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Proprietà e informazione

Marzo 10, 2007

In Italia, fatte pochissime eccezioni, la maggior parte dei quotidiani d’informazione appartiene
a gruppi industriali finanziari che utilizzano i giornali come strumento di propaganda ed egemonia
anche a discapito della redditività del quotidiano stesso contravvenendo le leggi del libero mercato.
Pur assumendo la completa buonafede dei giornalisti, in questo contesto la libertà d’informazione
è oggettivamente limitata, come dimostrano gli avvicendamenti più o meno forzati di direttori di quotidiani
di primo piano.

Nel libro Il Baco del Corriere il giornalista Massimo Mucchetti ripercorrendo le vicende
proprietarie e non del quotidiano di via Solferino, in un’ottica liberale e liberista
affronta lo spinoso tema del rapporto tra libertà di stampa e assetti proprietari, che
per il Corriere fa risalire alla cacciata di Albertini da parte del fascismo: una colpa non ancora espiata.

Già nel ‘26, dopo la cacciata di Albertini, voluta dal fascismo e avvallata dai proprietari,
Einaudi, citando a sua volta un professore americano di sociologia, così schematizzava
la "mission" di un giornale in un’economia di mercato.

Il giornale ha cessato di essere, salvo che per giornali poco importanti, socialisti o laburisti,
organo di partiti;

esso è una fabbrica di notizie e di avvisi commerciali;

perciò deve essere organizzato in modo da vendere notizie e avvisi commerciali;

per conseguenza deve avere una circolazione;

per creare una circolazione, deve ispirarsi al concetto di seguire e creare una domanda nel pubblico; quindi creare
una opinione pubblica ed intuire le correnti di essa;

perciò deve essere indipendente dal credo dei partiti politici.
[...]E’ bene o è male fare questo o quest’altro? Non: E’ bene o è male dal punto di vista del partito? Per questa seconda
via perderebbe circolazione.

Perciò deve essere indipendente dai gruppi finanziari. Perderebbe circolazione.

Perciò i giornali sono diventati una enorme forza politica, separata e spesso in contrasto
con i partiti politici.

[...]E le grosse riforme le fanno i giornali e il presidente.

L’autore del libro ispirandosi a questi principi sostiene che un cosidetto editore "puro"
farebbe circolare maggiormente il giornale che diventerebbe un’azienda sana, ma riconosce
che in Italia questo non sia avvenuto e che non sia più possibile. Auspica allora una proprietà
diffusa, una "public company" che dovrebbe avere però qualche codicillo particolare ("poison pills" li chiama)
per evitare scalate sgradite da parte di gruppi troppo forti.

Rispetto alle indicazioni di principio non capisco per quale motivo
un giornale facente capo ad un proprietario privato sia più rappresentativo di un
giornale di partito. Forse perchè per vender di più asseconderebbe maggiormente
l’opinione pubblica? D’altronde anche un partito
per avere più voti è portato, specie oggi, a seguire l’opinione pubblica. O non è vero il viceversa che per formare un pubblico conforme
ai propri modi di produzione impongano un’opinione? .

Anche nel caso di editore puro o di public company, dal momento che il giornale come detto sopra
è fondamentalmente un mezzo di circolazione di avvisi commerciali, esso dipende
materialmente da chi compra gli spazi pubblicitari – ed oggi in misura molto maggiore,
circa per il 60-70%. E se una volta potrà soprassedere ad un articolo poco piacevole nei suoi confronti,
la terza o quarta volta deciderà di dirottare la pubblicità ad un’altra destinazione. Quindi,
estremizzando, o il giornalista si mette in riga o il giornale poco per volta sarà costretto
a chiudere.

–Come ripetuto ad ogni sciopero dai giornalisti, la libertà di stampa è seriamente in pericolo;
ma come risolvere la contraddizione senza mettere in discussione la proprietà dei mezzi
di produzione d’informazione? Ma come prender coscienza critica collettiva di questo
senza una reale libertà d’informazione?

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Turbanti e Turbati

Marzo 6, 2007

DalemaTu mi turbi! Bush_1

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L’emancipazione possibile

Febbraio 27, 2007

Da qualche settimana Microsoft ha messo in vendita
il nuovo sistema operativo Vista e come sempre tra poco sarete (saremo)
costretti a "migrare" alla nuova verione. Potrebbe essere una buona
occasione per emanciparsi dai capricci del Signor Gates ed iniziare
ad utilizzare il sistema operativo gratuito Linux: per iniziare a prendere
confidenza con questo sistema operativo è disponibile una versione
completamente gratuita all’indirizzo http://www.knoppix.org/ che può essere copiata su un CD e caricata sul vostro computer
senza dover essere installata! Si inserisce il CD all’avvio (come dicono i tecnici un "bootable disk") e potrete
sperimentare Linux e centinaia di applicazioni open source per tutti i gusti senza intaccare
il vostro sistema operativo Windows e il vostro hard disk.
Se poi vi sentirete a vostro agio, potreste decidere di installarlo e abbandonare definitivamente Windows.

Se, invece, non potete fare a meno delle Finestre più diffuse al mondo ma
non volete pagare per i programmi applicativi, ecco un elenco di prodotti
gratuiti open source che potrebbero fare al caso vostro…

Notepad++ sostituisce Ultraedit

7Zip sostituisce Winrar, Winzip, ecc.

Tora sostituisce Toad,DB Artisan,Rapid SQL, PL/SQL Developer, ecc

Firefox sostituisce Internet Exploder

The Gimp sostituisce Photoshop

Putty, Openssh sostituisce SecureCRT, RemotelyAnywhere, ecc.

Thunderbird sostituisce Outlook

Zinf sostituisce Winamp

SAGE: come RSS Reader integrato con Firefox.

GanttProject sostituisce MS Project

e dulcis in fundo OpenOffice della Sun per sostituire l’intero pacchetto Office di Microsoft.   

Provare per credere.

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